Blog degli azionisti di minoranza delle regioni Basilicata, Campania e Puglia

Questo è il blog degli azionisti di minoranza delle regioni Basilicata, Campania e Puglia del sud Italia presenti in Unicredit e provenienti dall’ex controllata Banca Mediterranea con sede sociale a Pescopagano (provincia di Potenza), operante per oltre un secolo nell’Italia meridionale fino a quando nel 2000 venne incorporata dalla controllante Banca di Roma/Capitalia, a sua volta dopo sette anni nel 2007 assorbita da Unicredit, il più grande Gruppo bancario italiano. La fine della Banca Mediterranea fu sancita nell’assemblea societaria del 26 aprile 2000 a Potenza contro la volontà dei soci di minoranza e soltanto per il voto determinante espresso da Banca di Roma/Capitalia, all’epoca titolare della quota di maggioranza assoluta del 53,09% del capitale sociale della detta Banca Mediterranea, ove era entrata nel marzo 1994 acquisendo la quota iniziale del 4,2% (con 1.600.000 azioni della banca meridionale). Il blog nasce per iniziativa di alcuni componenti del gruppo di minoranza dell’ex controllata Banca Mediterranea costituito soltanto da soci persone fisiche (e non persone giuridiche) originari delle province di Potenza, Avellino, Foggia e Salerno, impegnati da oltre dodici anni in una complessa vertenza per ottenere il risarcimento dei gravi danni subiti dall’ “ingiusta” fusione per incorporazione varata a maggioranza nel 2000 e pertanto “costretti” a seguire le evoluzioni della loro incorporante, dapprima Banca di Roma/Capitalia nel periodo 2000-2007 e poi Unicredit dal 2007 ad oggi (quale incorporante di Banca di Roma-Capitalia). Dell’attivazione del blog è stata data informativa...

UNICREDIT VANIFICA ALMENO 100,5 MILIARDI DI EURO NEL PERIODO 2008-2013 (tra cancellazioni e rettifiche per svalutazioni di prestiti alla clientela e di avviamenti e immobilizzazioni) RISPETTO AGLI EFFETTIVI 503,1 MILIARDI DI EURO DI IMPIEGHI/ PRESTITI A CLIENTELA (cfr. schema-dati di 2 fogli dell’ultimo sessennio di Unicredit predisposto dal gruppo dei soci/risparmiatori di minoranza dell’ex controllata Banca Mediterranea del sud Italia, costretto nel 2007 a confluire in Unicredit, reso pubblico e ricevuto anche da Ignazio Visco Governatore Banca D’Italia e Giuseppe Vegas Presidente Consob, massime Autorità di Vigilanza nel settore bancario-finanziario)

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ELENCO DELLE 31 SOCIETA’ PARTECIPATE DA UNICREDIT AVENTI SEDE IN LOCALITA’ OFF SHORE (nel Delaware-Usa a Dover e Wilmington e nelle Isole Cayman a George Town, oltre a Singapore, Hong Kong, Taipei, Almaty City, Puerto de la Cruz) INSIEME ALLE ALTRE 11 PARTECIPAZIONI DETENUTE IN LUSSEMBURGO.
L’ELENCO E’ STATO CONSEGNATO IL 30.4.2014 A MILANO DALLA DIREZIONE GENERALE UNICREDIT AL GRUPPO DI MINORANZA DELL’EX CONTROLLATA “MEDITERRANEA” SENZA I DATI CONTABILI DI 13 PARTECIPATE (nonché reso pubblico e ricevuto anche da Ignazio Visco Governatore Banca D’Italia e Giuseppe Vegas Presidente della Consob, massime Autorità di Vigilanza nel settore bancario-finanziario)

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ITALIA IN SVENDITA AGLI STRANIERI: IL FONDO U.S.A. BLACKROCK HA QUOTE RILEVANTI NELLE PRIME 4 BANCHE ITALIANE – il 5,246% in Unicredit, il 5,004% in Intesa Sanpaolo, il 3,229% in Monte Paschi Siena (5,748% fino al 14.4.2014), il 6,851% in Banco Popolare – E LA BANCA CENTRALE CINESE HA COMPRATO IL 2% DI ENI ED ENEL

«I prezzi convenienti spingono gli investitori esteri. Italia terra di conquista. Non dei barbari, ma di … investitori esteri. Nel mirino dei fondi di Usa, Arabia e Cina – grazie ai prezzi convenienti – ci sono banche, industria manifatturiera e della moda, il turismo la Banca centrale di Pechino ha messo sul piatto 2,1 miliardi per comprare il 2% di Eni ed Enel. Un segnale di fiducia nell’Italia, sia sotto il profilo industriale sia di quello delle relazioni politiche, essendo due colossi controllati dal Tesoro.
Ma a Piazza Affari in questo periodo la fanno da padrone gli americani il più grande investitore al mondo con 4.300 miliardi di dollari in gestione, BlackRock, ha reso noto il suo ingresso nel Banco Popolare … dopo aver preso quote importanti in Unicredit (5%), Intesa Sanpaolo (5%) e Montepaschi (3,229%) … Un ritorno certificato dallo stesso governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, secondo il quale ci sono “rinnovati segnali di interesse per i mercati italiani, incluso quello dei titoli di Stato”. In effetti quello del ritorno degli investitori esteri sul debito pubblico italiano è un segnale importante: la quota di debito in mano a soggetti esteri è risalita attorno a 663 miliardi su poco più di 2 mila miliardi totali»
(fonte: prima pagina Corriere della Sera 30 marzo 2014, «CAPITALI ESTERI A CACCIA D’ITALIA: PROSSIMA TAPPA LE PRIVATIZZAZIONI» La corsa alle aziende, articolo di Fabrizio Massaro) http://www.corriere.it/economia/14_marzo_30/capitali-esteri-caccia-d-italia-prossima-tappa-privatizzazioni-41507042-b7d3-11e3-9fea-b6850cd5b15f.shtml

«Rispetto alla Spagna avete fondamentali più solidi. Garzarelli, capo economista del colosso Usa Golman: prezzi bassi e nuova stabilità … asset che si possono comprare a prezzi scontati»  (fonte: Corriere della Sera 30 marzo 2014, «COSI’ GOLDMAN VENDE IL NUOVO CORSO POLITICO», articolo di Fabrizio Massaro) http://www.corriere.it/economia/14_aprile_01/cosi-goldman-sachs-e7d08fae-b9a6-11e3-92e9-a78914a8c77a.shtml)

ERRORI O MENZOGNE DI QUELLI CHE HANNO SCRITTO E DETTO CHE OGGI IN ITALIA LA “DISOCCUPAZIONE E’ TORNATA AI LIVELLI DEL 1977″

Coloro che hanno scritto e detto che oggi il livello di disoccupazione del 12% in Italia è «ai massimi del 1977» invece di scrivere e dire «ai massimi dal 1977» hanno clamorosamente sbagliato e/o mentito: involontariamente?!
Di seguito si riporta quanto ha dichiarato sul punto Alberto Bagnai, esperto di politica economica e in particolare di sostenibilità del debito pubblico ed estero, di economie europea ed emergenti, di relazioni tra commercio e crescita.
«
… Nel 1977 in Italia la disoccupazione era al 7% e non al 12%
(come di recente ha scritto chi ha sbagliato e/o mentito) … Questo errore si inquadra in un processo molto pericoloso: quello di riscrittura della storia economica italiana in termini totalmente menzogneri e ideologicamente orientati … Chi controlla il presente usa oggi i mezzi di informazione per controllare il passato, cioè per riscriverlo, e questo gli serve a controllare il futuro.  In che modo?  Semplice: cercando in tutti i modi di darvi l’idea che quando l’Italia aveva un minimo di autonomia monetaria – e quindi fiscale – le condizioni di vita dei suoi abitanti fossero disastrose (disoccupazione a due cifre, impoverimento generalizzato delle classi meno abbienti, ecc.)In questo modo quello che vogliono suggerirvi è che in fondo vi convenga, cari giovani, rassegnarvi a un futuro nel quale l’Italia sia ancora meno arbitra del proprio destino, che poi in effetti sarebbe il vostro futuro. Insomma vogliono inculcarvi subliminalmente l’idea che il popolo italiano debba cedere definitivamente la propria sovranità, l’idea che l’euro abbia sì dei problemi (oggi solo un cialtrone potrebbe negarli), ma che in fondo quando ne eravamo privi si stava peggio. Vogliono cioè convincervi che se oggi soffriamo una crisi economica senza precedenti, la colpa non è di una cosa che prima non c’era – l’euro – ma è solo nostra: perché siamo corrotti e inadeguati. E quindi, prosegue il ragionamento, se mai riprendessimo in mano il nostro destino, non potremmo che fare disastri, come negli anni ’70 (dei quali pertanto occorre dare una rappresentazione a tinte il più possibile fosche)  …  Cari giovani e non, procurarsi i dati e imparare a leggerli è una grande seccatura: l’alternativa è una vita da schiavi ».

(fonte: quotidiano Il Fatto Quotidiano, ambito “Economia e Lobby” collegato all’articolo del blog di Alberto Bagnai del 8 ottobre 2013) http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/10/08/quelli-che-disoccupazione-e-tornata-ai-livelli-del-7/737350/                                         

 

BANKITALIA, ISPEZIONI SU 20 GRANDI BANCHE. NEL MIRINO IL PORTAFOGLIO CREDITI

Per otto gruppi bancari approfondimenti estesi a tutto il portafoglio crediti e non solo quelli a rischio. Via Nazionale precisa che gli istituti devono reperire risorse al proprio interno, riducendo quindi anche gli stipendi dei manager. E il Wall Street Journal lancia l’allarme: “Controlli potrebbero portare a vendita asset”

(fonte: quotidiano Il Fatto Quotidiano 29 luglio 2013, articolo di redazione)   http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/07/29/wsj-ispezione-bankitalia-su-alcune-grandi-banche-potrebbe-spingere-a-vendita-asset/670862/

AIUTO! SULLE BANCHE POPOLARI COOPERATIVE L’OMBRA

Perchè Bankitalia spinge per cancellare le banche popolari cooperative, ancora non scalabili dai capitali “incappucciati”? – La risposta la conoscono Saccomanni, Draghi e Visco – Si vuole mettere le mani sulle uniche banche non costrette ad accedere ai prestiti degli stati? Salvatore Bonadonna* per il “Fatto quotidiano” *Ex vicepresidente Commissione Finanze del Senato

(fonte: web Dagospia 23 luglio 2013)  http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/aiuto-sulle-banche-popolari-cooperative-l-ombra-lunga-dei-cappuccioni-60036.htm

 

GOLDMAN ALLA SBARRA – DOPO ANNI DI FLOP, UN PROCESSO (CIVILE) A UN BANCHIERE (JUNIOR)

Sul banco degli imputati c’è Fabrice Tourre il giovane finanziere francese che nel 2007 – appena ventottenne, ma già uno dei vice-president di Goldman Sachs – ebbe un ruolo centrale nella costruzione di Abacus Ac1: un Cdo (un’obbligazione che ha un debito come garanzia collaterale) sintetico che, secondo le «authority» di sorveglianza dei mercati, aveva aspetti fraudolenti.
Ma nel processo iniziato recentemente davanti al Tribunale Federale di Manhattan con la selezione dei nove giurati (5 donne e 4 uomini), a rischiare una condanna, più che l’ex brillante e spregiudicato giovane leone di Wall Street, sono le grandi banche Usa – e soprattutto Goldman Sachs: istituti che, avendo faticato molto per uscire dal mirino dell’opinione pubblica, dei «media» e dei giudici dopo il crollo dei mercati del 2008, si ritrovano all’improvviso coi riflettori puntati addosso.

(fonte: quotidiano Il Corriere della Sera, articolo di Massimo Gaggi, ripreso dal web Dagospia 16 luglio 2013) http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/piccoli-goldman-alla-sbarra-dopo-anni-di-derivati-avariati-un-processo-civile-a-un-59589.htm

(fonte: quotidiano Il Corriere della Sera 27 aprile 2010) http://www.corriere.it/economia/10_aprile_27/goldman-sachs-audizioni-vertici-senato-usa_8404b5ee-5213-11df-9da0-00144f02aabe.shtml

(fonte: quotidiano Il Corriere della Sera 16 aprile 2010)  http://www.corriere.it/economia/10_aprile_16/goldman-sachs-frode_4d5d658a-496d-11df-839c-00144f02aabe.shtml?fr=correlati

  

DERIVATI, LETTERA ANTITRUST UE: «Accordi illegali tra banche d’affari».

Tredici istituti di credito – precisamente Bank of America Merrill Lynch, Barclays, Bear Stearns, Bnp Paribas, Citigroup, Credit Suisse, Deutsche Bank, Goldman Sachs, Hsbc, Jp Morgan, Morgan Stanley, Royal Bank of Scotland, Ubs oltreché all’International Swaps and Derivatives Association (Isda) e al fornitore di servizi Markit – avrebbero violato le regole europee che proibiscono accordi di collusione sui derivati.

(fonte: quotidiano il Corriere della Sera - Economia 1 luglio 2013)
http://www.corriere.it/economia/13_luglio_01/derivate-banche-commissione-europea_d3cb0c4c-e237-11e2-b962-140e725dd45c.shtml