2° intervento del gruppo ex Banca Mediterranea con Gianpaolo Di Lucchio alla penultima assemblea dei soci Unicredit dell’11.05.2013 a Roma


La sintesi del 2° intervento della minoranza ex Banca Mediterranea con l’incaricato Gianpaolo Di Lucchio nel 2° Rapporto “I Lucani sulla catastrofe all’Unicredit” settimanale Controsenso (II Parte 2013)

 

segue
IL TESTO INTEGRALE DEL 2° INTERVENTO DELLA MINORANZA INVIATO ANCHE A IGNAZIO VISCO GOVERNATORE DELLA BANCA D’ITALIA E A GIUSEPPE VEGAS PRESIDENTE DELLA CONSOB

 

ASSEMBLEA DEI SOCI UNICREDIT SPA – ROMA sabato 11 MAGGIO 2013
2° Intervento del gruppo di minoranza ex Banca Mediterranea con Gianpaolo Di Lucchio
da riportare integralmente nel verbale d’assemblea al 1° punto dell’ordine del giorno:

Approvazione bilancio individuale di Unicredit spa 2012, riclassificazione riserve di patrimonio netto e riesposizione delle cd. Riserve negative; presentazione del bilancio consolidato del Gruppo Unicredit  2012; integrazione della riserva legale; eliminazione delle c.d. riserve negative per le componenti non soggette a variazioni mediante copertura delle stesse in via definitiva, riallocazione della perdita 2011

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Signor Presidente, proseguendo sulla analisi poc’anzi svolta da Vittorio Brienza, va detto che le banche concorrono a determinare la crisi anche quando favoriscono le cospicue e concentrate vendite di immobili.
Ed infatti tramite le citate vendite le stesse banche hanno contribuito alla caduta dei prezzi e dei valori delle garanzie reali acquisite, incidendo così pure sull’aumento di perdite su crediti diretti o cartolarizzati.
Al riguardo, dai dati di consuntivo dei bilanci dal 2010 al 2012 del Gruppo Unicredit, emerge una contrazione di circa 800 milioni di euro delle attività materiali (terreni e fabbricati) per uso funzionale e per investimento.
Questo dato, per essere significativo, andrebbe integrato con quello delle vendite coattive rivenienti dalle escussioni di garanzie reali che però, salvo svista, non si desume dalle informazioni riportate nella Nota integrativa del bilancio consolidato in esame.
In ogni caso ne resterebbero fuori (salvo complesse operazioni di ricostruzione non effettuabili con la sola lettura del bilancio) le vendite rivenienti da crediti cartolarizzati sia di provenienza Capitalia sia attribuibili ad Unicredit e si tratta di importi di tutto rilievo, se è vero che i finanziamenti relativi ad attività sottostanti proprie non cancellate ammontavano ancora a 10.136 milioni di euro al 31 dicembre 2012 (cfr. voce A.3 tabella C.1.5 alla pagina 335 del volume di bilancio consolidato consegnato ai soci nell’assemblea odierna).

Per correlazione di materia si esprime qualche perplessità in merito alla reviviscenza di operazioni che altrove, in un contesto diverso, per importi enormemente più rilevanti e con metodologie di concessione del credito meno che approssimative hanno dato origine all’attuale crisi e debolezza dei mercati mondiali.

Sul punto si evidenzia che a fine gennaio 2012 la Banca ha avviato un nuovo programma di Obbligazioni Bancarie Garantite, cosiddetto Nuovo Programma OBG o Covered Bond, non dotato di alcun rating specifico ed avente come sottostante mutui residenziali ipotecari e/o mutui ipotecari commerciali e/o mutui erogati o garantiti da Amministrazioni Pubbliche (cfr. parte E sezione 1 rubrica C.3 alla pagina 193 del bilancio individuale). Tramite l’attività di Unicredit OBG srl col Nuovo Programma OBG sono stati ceduti nel 2012 mutui residenziali a privati per un ammontare di circa 18.250 milioni di euro e mutui commerciali ad imprese pari a circa 3.500 milioni di euro, nonché al 31 dicembre 2012 risultano emesse per i due programmi 33 serie di Obbligazioni Bancarie Garantite per 28.221 milioni di euro, di cui 17.990 milioni ritenuti all’interno di Unicredit spa.
Per limiti di chi vi sta parlando non si riescono a comprendere le finalità di siffatto tipo di operazioni, ad eccezione di quella comune a tutti i tipi di cartolarizzazione; a meno che l’allettamento sia nel tasso piuttosto che nella garanzia implicita posta nella denominazione Unicredit (che di per sè dovrebbe essere garanzia).
Comunque i titoli in circolazione per complessivi € 170.451 milioni sono classificati, ai fini del fair value, a livello 2 per ben 97.989 milioni di euro con modelli valutativi che utilizzano imput osservabili sul mercato ed a livello 3 per altri 22.180 milioni di euro con modelli valutativi che utilizzano prevalentemente imput non osservabili sul mercato (cfr. voce 30 sezione 3 tabella 3.1 alla pagina 226 del bilancio consolidato).
Si domanda ai vertici di Unicredit: come sono costruiti questi modelli valutativi?

Passando ad altro argomento, si rileva la crescente importanza – o forse la centralità – dell’attività finanziaria per il Gruppo Unicredit nell’esercizio 2012 in esame.
La divisione CIB (Corporate and Investment Banking) ha il margine di intermediazione più alto dell’intero Gruppo Unicredit con 7.067 milioni di euro, sia pure in calo rispetto ai 7.221 milioni di euro del 2011, ma il CIB ha anche prodotto il più elevato ammontare di rettifiche su crediti ed accantonamenti con 4.635 milioni di euro e con un costo del rischio di 217 punti base (cfr. tabella conto economico e principali indicatori corporate and investment banking alla pagina 50 del bilancio consolidato).
L’utile lordo di 2.078 milioni di euro generato nel precedente esercizio 2011 si era in pratica identificato con quello dell’intero Gruppo di 2.195 milioni di euro e nel 2012 lo stesso utile lordo del CIB è sceso a 193 milioni di euro, con un deciso conseguente peggioramento degli indici relativi all’Eva (da -199 a -2.067) ed all’assorbimento di capitale (da 13.702 milioni di euro a 16.491 milioni di euro); e come di consueto a farne le spese è stato il personale del CIB che è stato ridotto di 755 unità pari all’8%.
Si domanda: per recuperare il terreno perduto e per compensare i deludenti risultati conseguiti nel 2012 da Family and Small Medium Enterprice – F&SME Italia (tra l’altro, con utile lordo negativo cresciuto a -1.013 milioni di euro rispetto a -248 milioni di euro nel 2011, cfr. parte L schema primario A alla pagina 482 del bilancio consolidato) l’attività finanziaria sarà intensificata negli esercizi successivi anche a scapito delle attività tipiche di banca commerciale? E se ciò dovesse avvenire, non verrebbero smentite e comunque modificate le impostazioni programmatiche dell’Amministratore Delegato Federico Ghizzoni enunciate alla stampa dopo la sua nomina nell’alta carica di Unicredit deliberata dal Consiglio di Amministrazione il 30 settembre 2010 a Varsavia?
In tal senso andrebbe apprezzato l’importate ruolo sia del Vice Direttore Generale Paolo Fiorentino, cui è affidata la sovraintendenza sulle attività della prospera Germania e sul CIB, sia del Direttore Generale Roberto Nicastro deputato a seguire gli ambiti di Austria, Polonia e Divisione Cee, sia dell’Amministratore Delegato Federico Ghizzoni quale supervisore di tutti gli ambiti regionali e in particolare del mercato italiano, che forse è divenuto da qualche anno il più difficile.

Passando poi al tema delle Partecipazioni, in merito alle quote del Gruppo Unicredit in 767 società partecipate in via esclusiva o in modo congiunto (cfr. parte A  prospetto  partecipazioni in controllate alle pagine 105 e seguenti del bilancio consolidato), si è indotti a svolgere qualche ulteriore rilievo.
Esso riguarda la controllata Unicredit Bank AG sia per la natura e consistenza delle voci patrimoniali e del conto economico del bilancio 2012, sia perché la stessa Unicredit Bank AG con altre società del Gruppo Unicredit detiene partecipazioni in società con attività e patrimonio imprecisati, allocate nelle località off shore di Isole Cayman, Nicosia, Singapore, Taipei in Taiwan, Wilmington nello Stato americano del Delaware, dove secondo l’esperto in materia penale Gian Gaetano Bellavia vi è la più grande giurisdizione garantista dell’anonimato delle società purché non si operi in territorio statunitense ma, ad esempio, in Svizzera con apertura di apposite succursali delle stesse società (dichiarazione dell’esperto Bellavia trasmessa il 5 maggio 2013 dalla televisione italiana Rai nel programma Report, cui peraltro in passato hanno rilasciato interviste anche il Vice Presidente Unicredit Fabrizio Palenzona, l’ex Presidente del Consiglio Mario Monti e l’ex Amministratore Delegato di Unicredit Alessandro Profumo).
Sulle citate partecipazioni in società aventi sede in località off shore, tema peraltro affrontato da Ivana Pipponzi alla passata assemblea Unicredit dell’11 maggio 2012, si gradirebbe conoscere lo scopo sociale, le attività prevalenti ed i risultati dell’ultimo bilancio – se depositato – delle società partecipate; come pure si gradirebbe sapere le ragioni della persistenza all’interno del Gruppo Unicredit di interessenze di questo tipo, in tempi in cui la comunità internazionale appare particolarmente impegnata in azioni contro il riciclaggio e contro i grandi evasori fiscali.

Trattando in ultimo l’argomento della revisione contabile, ci si riferisce alla società KPMG ininterrottamente preposta, almeno dal 2007, ai servizi di revisione nell’interesse del Gruppo Unicredit.
Nel 2012 al nome della società KPMG (o del suo network) sono stati contabilizzati compensi di attività fornite al Gruppo Unicredit per 49,8 milioni di euro, oltre Iva e spese, e comunque dal 2007 al 2011 i compensi della KPMG sono ammontati a 197,5 milioni di euro.
Senza che ciò suoni come riserva sulla professionalità ed indipendenza di giudizio della società e del network, si domanda ai vertici di Unicredit: non sarebbe opportuno per il futuro una diversificazione nell’affidamento di incarichi della specie?  

Ringrazio per l’ascolto Lei, signor Presidente Giuseppe Vita, i componenti degli organi, i soci, i dirigenti e dipendenti della Banca ed i partecipanti tutti.

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