PARTECIPAZIONE DAL 2000 AL 2014 ALLE ASSEMBLEE DEGLI AZIONISTI DI BANCA DI ROMA/CAPITALIA/UNICREDIT E DAL 2012 AL 2014 ALLE ASSEMBLEE SOCIETARIE DI ALTRE IMPORTANTI BANCHE ITALIANE

 

IL PERCHE’ DELLA PARTECIPAZIONE DEL GRUPPO DI MINORANZA EX BANCA MEDITERRANEA ALLE ASSEMBLEE DEGLI AZIONISTI UNICREDIT (1° GRUPPO BANCARIO) E DAL 2012 AL 2014 ALLE ASSEMBLEE SOCIETARIE DI ALTRE IMPORTANTI BANCHE ITALIANE QUALI INTESA SANPAOLO (2° GRUPPO BANCARIO), MONTE DEI PASCHI DI SIENA (3° GRUPPO BANCARIO), BANCA POPOLARE DI SONDRIO E CREDEM

 

Come si legge nella rubrica iniziale “CHI SIAMO” del blog i soci del gruppo di minoranza dell’ex controllata Banca Mediterranea del sud Italia venivano gravemente danneggiati:
-  dalla perdita definitiva nel 2000 del loro originario istituto di credito ultrasecolare;
-  dal vedersi riconoscere nel 2000 un prezzo di fusione per incorporazione molto inferiore all’effettivo valore economico della loro Banca Mediterranea (prezzo non corrisposto neppure con moneta contante ma tramite assegnazione nel 2000 di azioni Banca di Roma oggetto di apposita emissione).

Gli stessi soci hanno dovuto pertanto promuovere una complessa vertenza risarcitoria che li ha obbligati a seguire fino al 2000 le evoluzioni di Banca Mediterranea e successivamente le evoluzioni di Banca di Roma/Capitalia (dal 2007) Unicredit, quali soggetti responsabili del loro risarcimento determinato dai danni prodotti dalla fusione per incorporazione di “Mediterranea”, varata a maggioranza nell’ambito di un lucido ed organico progetto tecnico-politico di “forti e selvagge concentrazioni bancarie” avviato negli anni novanta ed attuato nel medio-lungo periodo per favorire le maggiori banche nazionali e soprattutto i loro banchieri e manager, insieme ai loro referenti istituzionali.

Il gruppo di minoranza è stato quindi costretto:
1- dal 1994 al 2000 a seguire tutte le assemblee degli azionisti della Banca Mediterranea dopo il controllo acquisito da parte della Banca di Roma nel 1994-1995, periodo in cui la stessa banca romana presentava bilanci di esercizio “non attendibili” come risulta nel libro “CONFITEOR”, l’intervista a Cesare Geronzi (ex Responsabile Banca D’Italia, ex Presidente Banca di Roma/Capitalia, ex Presidente Mediobanca, ex Presidente Assicurazione Generali ed attuale Preesidente della Fondazione Generali) da parte di Massimo Mucchetti (ex Vice Direttore Corriere della Sera ed attuale Deputato del PD) edito a novembre 2012 da Feltrinelli (cfr. il capitolo “Re di Roma” e in particolare le pagine 105-106);
2- dal 2000 al 2013/2014 a seguire tutte le assemblee dei soci di Banca di Roma/Capitalia (dal 2007) Unicredit, per verificare gli effetti della incorporazione di Banca Mediterranea e le attività del suo soggetto incorporante Banca di Roma/Capitalia-Unicredit, responsabile dei gravi danni procurati ai soci dalla fusione per incorporazione.

Dal 2012 inoltre, anche a seguito della persistente crisi finanziaria sorta nel 2008 (con micidiale recidiva nel 2011) per la condotta dei principali istituti di credito, il citato gruppo di minoranza dell’ex Banca Mediterranea (costretto a confluire nel 2007 in Unicredit) ha trovato utile svolgere un’attività conoscitiva – pur limitata – sull’operato di altre importanti istituzioni creditizie.

E di conseguenza nel periodo 2012-2014 una sua rappresentanza ha preso parte “in veste osservativa” alle seguenti assemblee bancarie:
Intesa Sanpaolo, diretta concorrente di Unicredit e 2a banca italiana: la rappresentanza del gruppo minoritario dell’ex Banca Mediterranea (costretto a confluire nelò 2007 in Unicredit) ha partecipato a Torino a tre assemblee dei soci nelle date 12 maggio 2012 (bilancio 2011), 22 aprile 2013 (bilancio 2012), 8 maggio 2014 (bilancio 2013) presiedute da Giovanni Bazoli;
Monte dei Paschi di Siena, la 3a banca italiana, colpita dai clamorosi scandali coinvolgenti anche Giuseppe Mussari (ex Presidente ABI – Associazione Banche Italiane) e dall’aprile 2012 presieduta da Alessandro Profumo (l’ex Amministratore Delegato di Unicredit liquidato il 21 settembre 2010 dal CdA con 40,6 milioni di euro e tra l’altro mebro del CdA dell’Eni): la rappresentanza del gruppo minoritario dell’ex Banca Mediterranea (costretto a confluire nelò 2007 in Unicredit) ha partecipato a Siena a quattro assemblee dei soci nelle date: 27 aprile 2012 (bilancio 2011) con Presidente Giuseppe Mussari e 29 aprile 2013 (bilancio 2012), 28 dicembre 2013 (aumento di capitale sociale fino a 3 miliaridi di euro) e 29 aprile 2014 (bilancio 2013) con Presidente Alessandro Profumo;
Banca Popolare di Sondrio, 15a banca italiana e ultima banca passata al controllo della Bce, avente natura societaria cooperativa differente da quella di Unicredit, Intesa San Paolo, MPS, Credem e con presenze fisiche di oltre duemila soci in assemblea, diversamente dalle poche decine di soci e loro delegati presenti alle assemblee di Unicredit, Intesa, Monte Paschi, Credem: la rappresentanza del gruppo minoritario dell’ex Banca Mediterranea (costretto a confluire nel 2007 in Unicredit) ha partecipato a Bormio alle due assemblee dei soci del 27 aprile 2013 (bilancio 2012) e del 26 aprile 2014, presiedute dallo storico Presidente Pietro Melazzini (dimessosi alla fine dell’assemblea dei soci del 26 aprile 2014) al quale è subentrato Francesco Venosta;
Credem, 10a banca italiana sottoposta dal novembre 2014 al controllo della Bce, controllata al 76,87% da Credito Emiliano Holding (con quota di controllo della famiglia Maramotti) e che fino all’aprile 2012 ha avuto nel suo CdA Vincenzo Calandra Buonaura e Luigi Maramotti (costretti nel marzo 2012 a dimettersi in Credem per mantenere le altre carche nel CdA di Unicredit, anche se l’assemblea dei soci dell’11.5.2012 di Unicredit deliberava a maggioranza l’autorizzazione per i suoi membri del CdA a svolgere attività concorrente in deroga al divieto previsto dall’articolo 2390 del codice civile):la rappresentanza del gruppo minoritario dell’ex Banca Mediterranea (costretto a confluire nelò 2007 in Unicredit) ha partecipato a Reggio Emilia alla due assemblee dei soci del 30 aprile 2013 (bilancio 2012) e del 30 aprile 2014 (bilancio 2013), presiedute da Giorgio Ferrari e con vice Presidente Ignazio Maramotti (subentrato ad aprile 2012 al fratello Luigi).

Come già segnalato della rubrica “CHI SIAMO” l’indagine ha confermato il sostanziale fallimento delle politiche delle “forti e selvagge concentrazioni bancarie”: queste politiche hanno sguarnito i territori di importanti presidi sul rischio del credito bancario  (garantito allo stato soltanto dalle banche di credito cooperativo) e hanno favorito soprattutto i pochi clienti dei cd. grandi rischi, che nel corso degli anni sono stati la causa principale dell’innalzamento impressionante dei crediti deteriorati e dell’assorbimento di risorse per le rettifiche di valore delle loro posizioni svalutate soprattutto nei bilanci dei grandi gruppi bancari.

E’ il caso di cambiare cultura ed azione strategico-politica, promuovendo seri processi di equilibrata deconcentrazione dei grandi gruppi bancari del Paese, rifondando il sistema bancario nazionale e così provando a ricostruire quello centro-meridionale?