Brevi notizie prima della fusione dell’aprile 2000

 

La Banca Mediterranea era operativa soprattutto nelle regioni del sud Italia di Basilicata, Campania e Puglia e durante l’esercizio annuale 1999, l’ultimo della sua storia prima di essere fagocitata da Banca di Roma/Capitalia tramite la fusione per incorporazione varata a Potenza il 26 aprile 2000 a maggioranza e soltanto per il voto determinante espresso dalla stessa Banca di Roma titolare della quota di controllo del 53,09%, aveva:
-        89 sportelli
-        1.036 dipendenti
-        193,9 milioni di euro (ex L. 375,5 miliardi) di patrimonio contabile, di cui 188,9 milioni di euro (ex L. 365,8 miliardi) costituenti il capitale sociale suddiviso in n.73.162.476 azioni, del valore nominale di 2,58 euro (ex L. 5.000) cadauna.

I soci della Banca Mediterranea erano 7.474, quasi tutti semplici risparmiatori ed in gran parte clienti attivi e passivi della stessa banca, ramificati nelle province del sud Italia di Potenza, Avellino, Matera, Foggia, Salerno e Bari.

Al 31.12.1999, nonostante il declino intervenuto nei precedenti quattro esercizi 1995-1998 dopo l’ingresso della controllante Banca di Roma ed il clima conflittuale instauratosi con essa nel corpo sociale, la Banca Mediterranea era connotata da dati aziendali di tutto rispetto:
raccolta diretta € 1,8 miliardi circa (ex L. 3.500 miliardi circa),
raccolta indiretta € 0,5 miliardi circa (ex L. 1.000 miliardi circa),
impieghi economici € 1,6 miliardi (ex L. 3.022 miliardi) a lordo delle rettifiche di valore
impieghi finanziari € 0,8 miliardi circa (ex L. 1.500 miliardi circa).

Questi dati erano espressione e conseguenza del notevole radicamento territoriale della Banca Mediterranea e della salda fidelizzazione della sua clientela, resistente sia al parziale mutamento degli assetti proprietari sia ad andamenti reddituali decisamente negativi dei precedenti quattro esercizi 1995-1998 caratterizzati dalla gestione diretta della controllante Banca di Roma, come innanzi precisato. 

Peraltro nella Relazione del Governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio per l’anno 1999, tenuta il 31.5.2000 all’Assemblea dei Partecipanti, la Banca Mediterranea figurava censita, appropriatamente, nella categoria dimensionale delle “Banche piccole”, definite tali quelle con passivo di bilancio compreso all’epoca tra L. 1.500 miliardi (€ 774,7 milioni) e L. 5.500 miliardi (€ 2.840,5 milioni) ed al 31.12.1999 esse erano 134: insieme a Banca Mediterranea figuravano in questo gruppo Abn Amro, Abbey National, Banca Mediolanum e Banca del Salento, poi denominata Banca 121 e nel 1999 – all’epoca del Governo presieduto da Massimo Dalema – venduta al Monte dei Paschi di Siena per circa L. 3.200 miliardi (circa € 1.652,7 milioni).

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