Intervento di Giuseppe Bivona, in rappresentanza del Codacons, con la documentazione di cui all’allegato H del verbale dell’assemblea straordinaria MPS tenuta a Siena il 28 dicembre 2013

 

ASSEMBLEA STRAORDINARIA MONTE DEI PASCHI – SIENA, sabato 28 dicembre 2013

Intervento di Giuseppe Bivona per il Condacons
riportato con l’allegato inserto alla lettera H (al lato in questa pagina)
del verbale dell’assemblea straordinaria al 1° p. odg
«Aumento capitale sociale fino a 3 miliardi di euro»

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Prende la parola – alle ore dieci e minuti ventotto – h 10 m 28 – l’Ing. Giuseppe Bivona, delegato di Codacons, svolgendo il suo intervento come di seguito si riporta:

 

«« Io non ho nessuna difficoltà a dire che sono assolutamente contrario alla proposta del Board e del Presidente Profumo sull’aumento di capitale, e, in maniera qualificata – specificherò poi in che termini – sono invece assolutamente a favore a quella della Fondazione.

Il mio punto di vista è che la proposta avanata sia contraria agli interessi di tutti gli azionisti, di chi ha un’azione e di chi ha il 33,5% della banca, e proverò a spiegarvi il perché : sostanzialmente, direi, per tre motivazioni.

La prima motivazione. Come voi sapete e vi è stato spiegato, quest’operazione vi è stata presentata leggendo la relazione del Consiglio, e sostanzialmente questo è un passo obbligato per recepire i dettami della Commissione Europea. Francamente conosco molto bene il punto di vista della Commissione Europea: non ho difficoltà a dire che sono stato un suo interlocutore, ho condiviso con i suoi componenti molte riflessioni, e – lo dico senza nessuna presunzione e arroganza – hanno interamente recepito quello che è il mio punto di vista. Questo non perché il mio punto di vista abbia un particolare “input” in questa discussione, ma semplicemente perché bisogna conoscere i fatti e le regole.
La Commissione Europea non fa di mestiere né il banchiere, né il consulente, ma applica le regole del trattato europeo. La Commissione ha detto due cose: primo, che gli aiuti di Stato erano e sono legittimi. Decisione ineccepibile: sono assolutamente legittimi per motivi di “financial stability”.

E’ stato detto nel dicembre 2012 ed è stato ripetuto adesso. L’altra cosa che ha detto – e teniamo presente che sono questioni molto delicate -: la controparte della Commissione Europea non è la Banca, ma è il Ministero del Tesoro. Quello che hanno detto nella decisione e nei fatti è che gli aiuti sono stati attuati dagli attuali amministratori in modo abusivo, e come tali devono essere modificati all’interno di un periodo di grazia, che hanno ritenuto determinare entro il 31 dicembre 2014.

Ora, la parola “abusivo” non è una parola che sto utilizzando io al posto di qualcun’altra: è la parola che compare all’articolo 108 punto 2, Titolo VII, Sezione 2, per chiunque di noi debba o voglia conoscere la materia degli aiuti di Stato.
Per cui quella proposta oggi non è affatto un’operazione che viene espressamente richiesta dalla Commissione Europea; anzi, direi che è l’unico modo per sanare gli abusi in virtù dei quali è stato chiesto alla Banca di modificare gli aiuti, senza nemmeno specificare che abusi siano stati.


Il secondo motivo per cui ritengo che quest’operazione sia contraria agli interessi di tutti gli azionisti – ripeto, di chi ha un’azione e di chi ha il 33,5% della Banca – è che in realtà, mentre noi stiamo parlando di un’operazione di aumento di capitale – infatti tecnicamente e formalmente è  un aumento di capitale -, questo è l’unico aumento di  capitale che ho visto nella mia vita, ed un po’ di banche me ne sono occupato, che in realtà non è aumento di capitale, ma un’operazione di sostituzione di capitale. Questa non è un’operazione che rafforza la Banca. Come giustamente ci hanno spiegato nella proposta, l’idea è di usare i 3 miliardi degli “user procedures” per ripagare i 2,5 miliardi di aiuti di Stato, i 340 milioni di interessi che altrimenti dovevano essere corrisposti in azioni ed il resto per pagare le spese.

Quindi, quest’operazione – questo aumento di capitale, che aumento non è – non servirà in alcun modo e neanche per un euro a rafforzare il patrimonio di base della Banca, nemmeno un euro servirà per finanziare una qualunque operazione di rilancio commerciale della banca o, che ne so, per aumentare la copertura delle sofferenze in previsione dei prevedibili risultati dell’ “assets quality review”. Nemmeno un euro sarà utilizzato per poter chiudere quei rischi finanziari che non vengono chiusi, onde non intaccare il capitale di vigilanza per le perdite che questi rischi potrebbero portare.

Quindi, voglio dire, giustamente viene chiamato dal Dottor Profumo e dal Dottor Viola “un aumento di capitale”.

Assolutamente corretto, ma in realtà questa è un’operazione di sostituzione, in realtà questo è un aumento di capitale a uso e consumo del Tesoro.

Ma c’è un terzo motivo per cui ritengo che quest’operazione sia contraria agli interessi di tutti gli azionisti – ripeto, chi ha un’azione e chi ha il 33,5%, – . Cercherò di affrontare la questione con quel garbo e con quel rispetto che provo ad avere nell’affrontare questioni tecniche, che come tali vanno affrontate, ma è questione che noi non possiamo in qualche modo evadere, perché è il cuore del problema: Quando un amministratore, un Presidente, un Consiglio di Amministrazione convoca l’Assemblea dei soci e chiede di partecipare a un aumento di capitale di 3 miliardi, la prima cosa che sta facendo è chiedere di rinnovare la fiducia in quel rapporto che lega il socio ai propri amministratori.

Ora la domanda è: noi possiamo rinnovare la fiducia agli attuali amministratori – di cui peraltro io rispetto la competenza e la professionalità ed è inutile dire che ho un rispetto enorme per il Dottor Profumo e per tutto quello che lui ha fatto nell’industria bancaria italiana – ?

No, io penso che noi non possiamo, non vogliamo e non dobbiamo rinnovare questa fiducia, e cercherò di spiegarvi il perché.
Il Dottor Viola è entrato in azienda il 12 gennaio del 2012 come Direttore Generale. La squadra si è completata ad aprile, all’inizio del nuovo Consiglio.
Sono fatti questi che voi sapete. Bene. Cos’è successo?

Il 12 gennaio 2012 la Banca valeva 2,7 miliardi di euro. Oggi “nei giorni di sole” ne vale 2 miliardi: è stato bruciato il 25% della capitalizzazione.

Secondo: nello stesso periodo – dal 12 gennaio 2012 ad oggi – se noi prendiamo le prime cinque banche italiane (Unicredit, Intesa, BPM, UBI, Popolare, cioè banche che fanno lo stesso mestiere, operano nello stesso scenario recessivo del Paese, nella stessa incertezza politica, nella stessa qualità degli spread) queste cinque banche hanno aumentato la capitalizzazione del 55%.

Pertanto, non solo è stato distrutto il 25% in termini assoluti, ma è stato distrutto l’80% in termini relativi.


Terzo
:
noi abbiamo affidato un compito molto importante agli attuali amministratori, non solo sulla gestione, ma anche di ripristinare la fiducia delle autorità di vigilanza, del mercato nei confronti della Banca. Io non so quanti di voi sanno – probabilmente tutti – che il 2 ottobre la Consob ha censurato il comportamento della Banca, stigmatizzandolo come un comportamento quantomeno gravemente negligente – non sono parole mie, sono parole della Consob – per alcuni fatti avvenuti nell’ambito della stessa leadership.

 

Quarto: parlavo prima della capitalizzazione, ed è chiaro che la capitalizzazione trova il suo riscontro nei risultati gestionali. Gli attuali amministratori hanno presentato sei trimestrali in perdita, e quando dico “sei” intendo dire tutte e temo che la settima non farà differenza.

 

Quinto. Anche qui relata refero e non vorrei essere portatore di cattive notizie, ma vorrei dire al Presidente Profumo e al Dottor Viola che questa è una realtà che, leggendo tutte le dichiarazioni, non penso sia stata esplicitata in maniera così chiara: la Commissione Europea, come ho già detto, ha bocciato gli aiuti di Stato, così com’erano stati originariamente attuati.
Noi oggi siamo qui per questo. Se non avesse ingiunto di modificarne il contenuto, di trasformarli, diciamo, secondo le indicazioni che in quella sede hanno dato, noi oggi non saremmo a discutere di quest’operazione. Quindi la Commissione Europea ha bocciato gli aiuti come originariamente sono stati attuati.


Sesto
. Voi sapete che io mi sono presentato qui, all’Assemblea di aprile, usando condizionali e congiuntivi – che un po’ cerco di masticare, quantomeno come un minimo di finanza e sicuramente farò male tutti e due – e dicendo che secondo me potrebbero esserci 7 miliardi di derivati nascosti nel bilancio della Banca e surrettiziamente contabilizzati come titoli di Stato.

Bene. Noi, da allora, abbiamo tali e tante di queste informazioni – io lascerò una lista, allegata al mio intervento, di venticinque punti – che continuo a usare il condizionale soltanto per garbo istituzionale.

Il problema lo conoscente: ci sono operazioni che, sotto il profilo sostanzialistico, sono derivati e che sono state contabilizzate come titoli di Stato. Avrete notato che ho uswato l’indicativo. Certo, perché c’è persino una sentenza del Tribunale del Riesame, di tre giudici, che hanno detto che sono sostanzialisticamente derivati (paragrafo 4, pagina 5). Lo hanno riconosciuto i verbali che sono emersi dalla vigilanza della Banca d’Italia. Vedete, noi oggi disponiamo dei contratti, noi oggi siamo in condizione di prendere nella mano sinistra la pagina 550 del bilancio e sottolineare la riga 37, in cui ci viene detto che sono titoli di Stato che verranno riconsegnati a scadenza; e di prendere con la mano destra tutti i contratti di Deutsche Bank, del total return swap – che lascerò al Presidente del Collegio Sindacale – in cui, andando a vedere a pagina 7 e leggendo il far exchange, si dice che i titoli non saranno mai consegnati.

Sempre con la mano destra, possiamo prendere i contratti di Nomura, oppure possiamo leggere la relazione del Professor Gualtieri, il quale dice: “i titoli di Stato, 3 miliardi oggi in portafoglio, – dice Nomura, non lo dico io – non sono mai esistiti, noi non li abbiamo mai venduti, la Banca non li ha mai acquistati; tanto non li abbiamo venduti a Monte dei Paschi perché non li avevamo e tanto non li avevamo perché non li abbiamo mai acquistati sul mercato. Perché, come Monte dei Paschi sa bene, l’unico motivo per cui esistono questi titoli è per la rilevazione contabile che ne hanno dovuto dare.” Non sono affermazioni mie. Basta. Io non credo a quello che dicono Nomura e Deutsche Bank più di quello che dice Monte dei Paschi. E’ sufficiente leggere i contratti, insomma, basta confrontare e combinare.


L’ultimo, il settimo punto del quesito che stavo facendo: possiamo fidarci? E’ stato citato in precedenza, è stato firmato un accordo transattivo con Deutsche Bank.

Quest’Assemblea, ad aprile, ha dato autorizzazione al Consiglio, su sua proposta, per una causa per ragioni extracontrattuali ed il danno richiesto da BMPS era di 500 milioni.

Da allora sono emerse infinite notizie che ci danno evidenze che sono derivati. Io mi sono preso la briga di comunicare al Presidente, all’Amministratore e al Board che se queste operazioni sono derivati, la causa andava precisata in maniera diversa: andava contestato un danno ulteriore, un danno ulteriore che vale 1,2 miliardi, consistente nell’ aver nascosto dei derivati e aver eluso i sistemi di controllo.
Il CdA ne è stato informato.
Addirittura Codacons è intervenuto ad adjuvandum con Monte dei Paschi e questo viene messo a verbale nell’udienza del 4 dicembre: il 19, quattordici giorni dopo, è stato raggiunto un accordo transattivo.
Io qui ho una domanda. Presidente Profumo vorrei chiederle se, nell’accordo transattivo che è stato concluso con Deutsche Bank, voi avete manlevato Deutsche Bank anche per quei danni che non avete contestato.
Questo, ovviamente, io non lo so e Le pongo la domanda per capire – e anche qui uso condizionale e congiuntivi – se fosse stato arrecato pregiudizio ai soci fornendo una manleva sui danni che non avete contestato, pure essendovi noto che potevano essere quantomeno esplorati, e quindi avendo pregiudicato non solo la richiesta dei danni, per come poteva essere formulata, ma avendo pregiudicato i successivi amministratori nel poterlo fare, poiché questo è un discorso che vale 1,5 miliardi, ovvero 500 milioni per la Fondazione
»».

Come da successiva richiesta dell’ Ing. Giuseppe Bivona, si allegano in unico inserto al presente verbale sotto la lettera “H” i testi a me Notaio consegnati da quest’ultimo rispettivamente denominati “Intervento all’assemblea di Banca Monte dei Paschi di Siena 27/28 e 30 dicembre 2013 Ing. Giuseppe Bivona per delega del socio CODACONS. Intervento sul Punto n.1 all’ordine del giorno (parte straordinaria)”, “Lista delle Domande Poste dal CODACONS alla Banca” e “Allegato 1 operazioni BTP, SWAP e LONG TERM REPO di MPS con DEUTSCHE BANK e NOMURA”.

 

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Prende la parola per la replica alle ore tredici e minuti cinquantatré – h 13 m 53 – l’Ing.Giuseppe Bivona per delega di Codacons, svolgendo il seguente intervento:

«« Grazie, Presidente, e grazie, dottor Viola, per le risposte.
Per quello che riguarda la prima risposta, sull’articolo 108 che lei ha citato, francamente, ce l’ho qui davanti: l’unica condizione che permette alla Commissione Europea di modificare gli aiuti di Stato – posto che siano compatibili con il mercato interno, cosa che hanno scritto due volte – è soltanto se siano stati attuati in modo abusivo. La parola “abusivo” non è mia, io, tra l’altro, con le parole cerco, per quello che sono capace, di essere molto attento »».

Interviene il Presidente Dott. Profumo, ricordando all’intervenuto che l’approvazione da parte della Commissione è arrivata a fine ottobre e non ci sono stati cambiamenti rispetto ad alcuna approvazione precedente.


Riprende
come segue il suo intervento l’Ing. Giuseppe Bivona: «« Conosco il processo. Voi avete chiesto gli aiuti di Stato in un certo modo attraverso i Monti Bond. Conosco perfettamente la procedura, e Lei lo sa che la conosco. Dopodiché l’approvazione è arrivata a ottobre, ma lei sa che non è che è arrivata a scatola chiusa, avete negoziato dal 17 giugno, c’è stato un preciso diktat il 7 o 8 di settembre e poi la procedura si è conclusa. So che io e lei abbiamo posizioni diverse »».


Interviene il
Presidente Alessandro Profumo: «« Quindi non c’è stata nessuna approvazione precedente »».


Risponde l’Ing
Giuseppe Bivona: «« Presidente, non è questione di giocare con le parole davanti ai soci »».


Ribatte il Presidente Alessandro Profumo
: «« No, lei gioca con le parole. Lei sta dicendo che noi abbiamo utilizzato gli aiuti di stato in modo “abusivo”. Lei usa un termine estremamente grave. Io la prego di prestare attenzione a quello che dice perché questo verrà verbalizzato »».


Riprende il suo intervento l’Ing Giuseppe Bivona
: «« Io non uso un termine grave e per favore Lei usi cortesia, senza interrompermi. La Commissione ha ingiunto di modificarli, e l’unica condizione in cui la Commissione può ingiungere di modificarli è se sono stati attuati in modo abusivo, articolo 108, Titolo VII, sezione 2.2. E chiudo su questo punto.
Incidentalmente, se qualcuno è interessato a sapere qual è questo abuso, si chiama “Burden Sharing”. Io mi sono fatto spiegare direttamente da Joaquin Almunia che cos’è il “Burden Sharing” e sono sicuro che voi lo sapete e non vi mancherà occasione di chiarirlo.
Per quello che riguarda il terzo punto, il Dottor Viola ha perfettamente ragione. Effettivamente – sapete che io l’ho sostenuto in tutte le lingue del mondo, ma specialmente in

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italiano – ritengo che ci siano delle potenziali significative irregolarità nella contabilità di queste operazioni. Però il Dottor Viola ha ragione nel dire che la Banca d’Italia, la Consob e il Ministero del Tesoro hanno sostanzialmente validato il modo in cui le operazioni sono state contabilizzate.
Io, per garbo istituzionale – nihil de mortuis nisi bonum – non avevo fatto il punto, ma questo è assolutamente un qualcosa da verificare. Anche perché la Consob, la Banca d’Italia e in realtà l’ISVAP, da una parte, hanno emanato una circolare del 10 marzo 2013 – Dottor Viola, Lei si ricorda che gliene chiesi conto il 28 marzo, e lei, magari, in un momento di stanchezza, comprensibilissimo, mi disse di non conoscerla – in cui hanno scritto che se l’operazione – è audioregistrata – è un CDS sintetico, va trattato come un CDS generico. Poi è stato scritto un verbale di vigilanza – che e ho letto io, che sono appunto il “Signor Nessuno” – datato 9 marzo 2012 che l’operazione, sotto il profilo sostanzialistico, replica una posizione corta in un CDS.
Quindi è vero: la Consob e la Banca d’Italia hanno validato il trattamento, ma hanno anche dato una serie di informazioni che supportano quello che dico. E chiudo anche su questo.
Sulla seconda domanda cui lei mi ha risposto, io, francamente, per mia ignoranza, non ho capito bene la sua risposta. Vorrei soltanto sapere se oggi Lei stesso Dottor Viola decidesse, o il Presidente Profumo decidesse, per qualunque motivo, di fare azione per responsabilità contrattuale a Deutsche Bank, in virtù dell’accordo che avete firmato potreste farla, sì o no? Mi accontenterei di un sì o un no.
Chiudo dicendo che voterò contro l’aumento proposto dal Presidente Profumo, di cui rispetto il punto di vista, e sono sicuro che lui poi rispetterà il mio. Voto convintamente a favore della proposta della Fondazione, ma non perché sono a favore della Fon dazione. Io non sono di Siena, non so se la senesità sia un valore, ogni tanto ho dei dubbi sulla italianità, però li tengo per me.
Io voto a favore della proposta della Fondazione perché è nell’interesse di tutti gli azionisti per i motivi che ho elencato nel mio precedente intervento.
Infine, come il Notaio mi ha chiesto di specificare, chiedo che siano allegati agli atti del verbale della Assemblea i venticinque punti, che ho citato “by reference”, che comunque il CdA conosce, in base ai quali io ritengo che ci siano una serie di evidenze che non possono essere più ignorate, sul fatto che ci siano 7 miliardi di derivati al 30 settembre 2013, contabilizzati come un combinato di titoli di Stato e operazioni ancillari. Se mi può rispondere con un sì o un no soltanto sull’altra domanda, che per mia ignoranza non ho capito, gliene sarò grato»».

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Il Presidente Dott. Alessandro Profumo fa presente all’Ing Giuseppe Bivona che gli sarà risposto in forma scritta.

 

L’Ing Giuseppe Bivona ringrazia chiedendo al Presidente di rispondere più che altro al suo socio Fondazione.

 

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