Intervento del gruppo ex Banca Mediterranea del sud Italia (costretto a confluire nel 2007 in Unicredit) ancora una volta presente in veste osservativa nell’assemblea degli azionisti del Monte dei Paschi a Siena, sabato 28 dicembre 2013, con l’incaricato Rosania

 

ASSEMBLEA STRAORDINARIA MONTE DEI PASCHI – SIENA, sabato 28 dicembre 2013

Intervento di Elman Rosania per conto di Andrea Cappiello-Saverio Telesca-Giulia Notargiacomo-
Lidia Luciano-Pasquale Galano-Donato Antonio De Bonis-Clemente Delli Colli-Giovanni Varlotta
(soci gruppo ex Banca Mediterranea del sud Italia costretti a confluire nel 2007 in Unicredit) da
riportare con allegati 1 (raccolta dati genn.2012 Unicredit) e 2 (grafico speculazione in Unicredit)
verbale d’assemblea straordinaria 1° p. odg «Aumento capitale sociale fino a 3 miliardi di euro»

 – – – – – – – – – – – – –

Interviene alle ore undici e minuti trentuno – h 11 m 31 – il signor Elman Rosania, delegato di più aventi diritto, svolgendo l’intervento che viene di seguiro riportato, come da richiesta dello stesso, secondo il testo successivamente da lui depositato in forma scritta.

««Nel segno della continuità partecipo per la terza volta a Siena all’assemblea dei soci del Monte dei Paschi (dopo le assisi di bilancio 27.04.2012 e 29.4.2013) in veste osservatrice per conto di un piccolo gruppo di risparmiatori persone fisiche del sud Italia, azionisti di minoranza dell’ex controllata strategica Banca Mediterranea, costretto da oltre un decennio a tutelare in altro ambito bancario (ex Banca di Roma/Capitalia, ora Unicredit) le proprie posizioni minoritarie che si ritiene essere state penalizzate soprattutto da processi di concentrazioni e privatizzazioni selvagge avviati negli anni ’90 e produttivi di effetti gravosi e deleteri sul complesso sistema delle originarie banche meridionali, da tempo smantellate ed assorbite dai grandi gruppi bancari soprattutto del nord Italia. 

Come avvenuto nella passata assemblea del 29.4.2013 il piccolo gruppo del sud Italia, cui riferisco, ha ritenuto offrire anche questa volta a Siena il suo modesto contributo con rispetto e spirito collaborativo.

La relazione illustrativa del Consiglio di Amministrazione sull’aumento del capitale sociale per 3 miliardi di euro al punto n.2.3 (cd. Consorzio di Garanzia) presenta la banca svizzera Ubs guidata dal Ceo di Lugano Sergio Ermotti – già vice direttore generale fino al 2010 nel Comitato di Gestione (Management Committee) di Unicredit guidato dall’allora amministratore delegato Alessandro Profumo che presiede questa assise del MPS – quale soggetto coordinatore globale (global coordinator) ed intermediario al collocamento delle nuove azioni (bookrunner).  

Nella citata relazione sono altresì individuate le banche statunitensi Citigroup e Goldman Sachs International e l’italiana Mediobanca-Banca di Credito Finanziaria quali sotto-coordinatori (co-global coordinators) ed intermediari aggiunti al collocamento delle nuove azioni (joint bookrunners), che affiancheranno nell’operazione del collocamento dei nuovi titoli MPS la banca inglese Barclays, la statunitense Bofa Merrill Lynch, la tedesca Commerzbank (il cui 25% del capitale sociale, salvo errore, è detenuto dallo Stato tedesco), la francese Sociètè Génèrale Corporate & Investment Banking e gli altri istituti finanziari statunitensi J.P. Morgan e Morgan Stanley.

Tali soggetti finanziari si sono consorziati tra loro e, nel siglare con il MPS un pre-contratto (pre-underwriting agreement) di impegno a garantire la sottoscrizione dell’aumento di capitale per la parte eventualmente rimasta inoptata al termine dell’offerta fino all’ammontare massimo di 3 miliardi di euro, hanno imposto diversi termini e condizioni indicati in relazione «usuali per tali tipologie di operazioni»), tra cui:
-
l’avvio dell’aumento di capitale sociale del MPS a fine gennaio 2014 (cioè entro un mese da oggi), superato il quale il consorzio ritiene che non
  vi potrà più essere la
«buona opportunità di mercato»;
- l’approvazione del Piano di ristrutturazione del MPS da parte della Commissione Europea.

Per quanto si legge in relazione, il mancato accoglimento dei termini e condizioni imposti al MPS dal Consorzio delle citate banche ed enti finanziari determinerebbe l’impossibilità di procedere alle successive fasi contrattuali con le deleghe richieste dal CdA all’odierna assemblea dei soci, per cui andrebbero di conseguenza esperite altre strade per attuare il Piano di Ristrutturazione del MPS.

Prima domanda: perché il MPS si rivolge per la gestione dell’aumento di capitale sociale alle banche estere Ubs, Barclay, Citigroup, J.P.Morgan, Sociètè Génèrale coinvolte nel 2012-2013 sia nello scandalo della manipolazione dei tassi falsi Libor (circa 800 mila miliardi di dollari: fonte il giornale italiano “La Repubblica” del 10.7.2012), sia nell’altro scandalo della manipolazione dei tassi Euribor a seguito del cartello di 44 banche europee (fonte i giornali italiani Fatto quotidiano del 2.7.2012 e La Repubblica del 4.12.2013), nonché al gruppo statunitense Merrill Lynch che la stampa mondiale già nel 2008 aveva considerato quale “uno dei principali untori della pestilenza finanziaria”?

Seconda domanda: quali compensi il MPS ha previsto o prevederà a favore di detto Consorzio di Garanzia di banche ed enti finanziari per consulenze e commissioni che – ad esempio – per l’ultimo aumento di capitale di 7,5 miliardi di euro di Unicredit sono ammontate a 250 milioni di euro (come enunciato a pag. 65 della Nota Integrativa sugli strumenti finanziari depositata il 4.1.2012 da Unicredit presso la Consob, nonché a pag. 460 del relativo file elettronico “Prospetto italiano di aumento capitale” all’epoca consultabile sul web unicreditgroup.eu) ?

Terza domanda: a quale prezzo il MPS ha contrattato o contratterà col Consorzio di Garanzia il prezzo di acquisto per le eventuali azioni residue inoptate dopo l’espletamento del periodo stabilito per l’aumento di capitale sociale?

L’operazione in discussione del MPS richiama infatti l’analogo precedente aumento di capitale di 7,5 miliardi di euro della prima banca italiana Unicredit, varato a Roma dall’assemblea dei soci del 15.12.2011 unitamente al raggruppamento di 10 azioni in 1 sola Unicredit, mentre al prossimo punto dell’o.d.g. la proposta del CdA del MPS è di raggruppare addirittura 100 azioni in 1 sola MPS.

E’ utile rammentare in questa sede che all’epoca, il 15.12.2011, il titolo Unicredit quotava 0,701 euro ed il mega aumento di capitale di 7,5 miliardi di euro interveniva dopo quelli precedenti di 7 miliardi di euro varati a Roma il 14.11.2008 (per 3 miliardi di euro) ed il 16.11.2009 (per altri 4 miliardi di euro), quando il gruppo Unicredit era guidato da Alessandro Profumo, poi sostituito nel settembre 2010 da Federico Ghizzoni.  E il detto mega aumento di capitale sociale interveniva anche dopo l’impiego di ulteriori 4 miliardi di euro di “script dividend” (varati nell’assemblea romana del 29.4.2009), che in totale elevavano a 18,5 miliardi di euro i conferimenti addotti dagli azionisti in tre soli anni di esercizio (2009-2011) alla prima banca italiana Unicredit, peraltro in base ai dati ufficiali di bilancio segnata dall’aver dovuto destinare 49,4 miliardi di euro a rettifiche di valore per svalutazioni – di cui 34,5 miliardi di euro per crediti alla clientela – nei soli ultimi cinque anni di gestione, oltre a 4,5 miliardi di euro per cancellazioni operate nel solo ultimo esercizio 2012 (le quali hanno concorso a deprimere il saldo lordo e quello netto delle sofferenze).

Ebbene, al fine di comprendere possibili evoluzioni dell’operazione all’o.d.g. assembleare odierno, vale la pena segnalare che nel citato mega aumento di capitale sociale di 7,5 miliardi di euro di Unicredit, sostanzialmente concluso il 20.1.2012 (cioè in un mese dal varo della delibera assembleare autorizzativa del 15.12.2011), il Consiglio di Amministrazione di Unicredit fissava mercoledì 4.1.2012 – prima dell’apertura della Borsa – il prezzo di acquisto ad 1,943 euro ad azione, con uno sconto sul TERP del 43,3% calcolato sulla base del prezzo ufficiale del giorno precedente 3.1.2012 (Theoretical Ex Right Price, prezzo teorico ex diritto, cfr. pag. 60 Nota Integrativa 4.1.2012 depositato da Unicredit presso la Consob e pag. 455 file elettronico “Prospetto italiano di aumento capitale” all’epoca posto sul web unicreditgroup.eu).

Successivamente il titolo Unicredit sprofondava da 6,33 euro (prezzo complessivo del raggruppamento di 10 azioni in 1 sola Unicredit) a 2,286 euro, perdendo il 63,9% del suo valore in soli 4 giorni di negoziazione in Borsa tra mercoledì 4.1.2012 e lunedì 9.1.2012 (primo giorno di negoziazione dei diritti delle nuove azioni in aumento): ciò può agevolmente evincersi dal prospetto dei dati (minimo, massimo, medio, variazioni percentuali, apertura, numero negoziazioni e contratti di azioni e diritti di opzione) delle quotazioni giornaliere di Unicredit in Borsa a gennaio 2012, che è parte integrante di questo intervento e pertanto va allegato al verbale assembleare odierno.

Come pure colpisce il fatto che il diritto di opzione Unicredit valutato circa 1,3 euro (per acquisire due nuove azioni dell’aumento) abbia oscillato tra minimo e massimo fino a percentuali del 600% durante le negoziazioni di Borsa concluse in soli 12 giorni lordi di calendario tra il 9 ed il 20.1.2012, se si considerano i minimi di 0,431 euro e 0,47 euro (del 9.1.2012) ed i massimi di 2,934 euro e 2,728 euro (del 19.1.2012): tanto può nettamente e sinteticamente evincersi anche dal grafico delle quotazioni del diritto di opzione di Unicredit tra il 9 ed il 20.1.2012 in Borsa, che è anch’esso parte integrante di questo intervento e pertanto va allegato al verbale assembleare odierno.

E su taleimpressionante oscillazione stratosferica” fino a +600%, che si ragguaglia al 18.249% del rendimento dell’interesse annuo, non risulta che vi sono state indagini da parte dei soggetti nazionali preposti.

Quarta domanda: il MPS ha previsto di monitorare in maniera completa e di rendere tempestivamente pubblico l’aumento del suo capitale sociale di 3 miliardi di euro, anche tramite la puntuale raccolta dei diversi dati (minimo, massimo, medio, variazioni percentuali, apertura, numero negoziazioni e contratti di azioni e diritti di opzione) scelti per redigere il prospetto innanzi indicato di Unicredit, al fine di garantire la massima trasparenza verso il pubblico e i soci, nonché al fine di neutralizzare o contribuire a neutralizzare con le Autorità competenti gli eventuali fenomeni anomali e speculazioni illegali durante le negoziazioni di Borsa?

In conclusione, non può non citarsi che l’odierna assemblea dei soci MPS si svolge:

1. dopo l’intervista pubblicata ieri su Quotidiani Nazionali-Il Resto del Carlino-La Nazione e resa da Antonio Patuelli, Presidente dell’Abi (Associazione Bancaria Italiana), che ha cercato di scagionare le banche, i banchieri e i dirigenti bancari italiani dalle loro responsabilità nella crisi finanziario-economica patita da gran parte del popolo italiano;

2. dopo le critiche delle organizzazioni sindacali dei lavoratori dipendenti bancari rivolte per i compensi milionari dei loro amministratori e dirigenti con cd. “responsabilità strategiche”, che si sono consolidati nel tempo e durante la perdurante crisi di periodo e che soltanto di recente le stesse organizzazioni hanno ritenuto ingiusti, come può evincersi dal loro manifesto unitario affisso in tutta Italia con la dicitura: «I manager milionari ci costringono a pagare il conto dei loro danni? Noi lavoratori diciamo NO!  Le lavoratrici ed i lavoratori delle banche per aziende di credito al servizio del Paese »;

3.  dopo le dichiarazioni rese a luglio 2011 al quotidiano italiano Corriere della Sera e il 2.9.2013 a Rai 3 dall’ex direttore generale di Intesa Sanpaolo, Pietro Modiano, che continua ad attribuire agli italiani ricchi - il 10% della popolazione che continua ad arricchirsi smisuratamente col perdurare della crisi - la responsabilità della mancata ripresa delle attività economiche del Paese per l’indisponibilità a trasferire allo Stato (ed ai connazionali in difficoltà) almeno l’8% delle loro risorse soltanto liquide, con un piano stimato da 80 a 200 miliardi di euro e da attuare in circa quattro anni.

Ringrazio per l’ascolto e buon proseguimento dei lavori assembleari »».

Come da richiesta del signor Elman Rosania i due documenti citati nell’intervento e segnati come “allegato 1” e “allegato 2” vengono allegati in un unico inserto alla presente verbalizzazione sotto la lettera “I”.

 

Torna Indietro