{"id":310,"date":"2024-01-09T17:02:34","date_gmt":"2024-01-09T16:02:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.giustabanca.it\/gb\/?p=310"},"modified":"2024-01-09T20:35:46","modified_gmt":"2024-01-09T19:35:46","slug":"3-intervento-del-gruppo-ex-banca-mediterranea-con-michele-de-bonis-alla-penultima-assemblea-dei-soci-unicredit-dell11-05-2013-a-roma","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.giustabanca.it\/gb\/2024\/01\/09\/3-intervento-del-gruppo-ex-banca-mediterranea-con-michele-de-bonis-alla-penultima-assemblea-dei-soci-unicredit-dell11-05-2013-a-roma\/","title":{"rendered":"3\u00b0 intervento del gruppo ex Banca Mediterranea con Michele De Bonis alla penultima assemblea dei soci Unicredit dell\u201911.05.2013 a Roma"},"content":{"rendered":"<h2 class=\"title\">3\u00b0 intervento del gruppo ex Banca Mediterranea con Michele De Bonis alla penultima assemblea dei soci Unicredit dell\u201911.05.2013 a Roma<\/h2>\n<div class=\"entry clearfix\">\n<p align=\"center\">\u00a0<a title=\"Controsenso 29.6.2013 \u2013 III Parte del 2\u00b0 Rapporto\" href=\"http:\/\/www.giustabanca.it\/controsenso-29-06-2013-p1\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><br \/>\nLa sintesi del 3\u00b0 intervento della minoranza ex Banca Mediterranea con l\u2019incaricato Michele De Bonis nel 2\u00b0 Rapporto \u201cI Lucani sulla catastrofe all\u2019Unicredit\u201d\u00a0settimanale Controsenso (III Parte 2013)<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">segue<br \/>\nIL TESTO INTEGRALE DEL 3\u00b0 INTERVENTO DELLA MINORANZA INVIATO ANCHE A IGNAZIO VISCO GOVERNATORE DELLA BANCA D\u2019ITALIA E A GIUSEPPE VEGAS PRESIDENTE DELLA CONSOB<\/p>\n<p align=\"center\">\n<p align=\"center\">ASSEMBLEA DEI SOCI UNICREDIT SPA \u2013 ROMA sabato 11 MAGGIO 2013<br \/>\n3\u00b0 Intervento del gruppo di minoranza\u00a0ex Banca Mediterranea con Michele\u00a0 De Bonis<br \/>\nda riportare integralmente nel verbale\u00a0d\u2019assemblea al 1\u00b0 punto dell\u2019ordine del giorno:<\/p>\n<p><em><strong>Approvazione bilancio individuale di Unicredit spa 2012, riclassificazione riserve di patrimonio netto e riesposizione delle cd. Riserve negative; presentazione del bilancio consolidato del Gruppo Unicredit\u00a0 2012; integrazione della riserva legale; eliminazione delle c.d. riserve negative per le componenti non soggette a variazioni mediante copertura delle stesse in via definitiva, riallocazione della perdita 2011<\/strong><\/em><\/p>\n<p align=\"center\">\u00a0&#8211; \u2013 &#8211; \u2013 &#8211;<\/p>\n<p align=\"center\">Ad integrazione di quanto rilevato poc\u2019anzi da Vittorio Brienza e Gianpaolo Di Lucchio, va affermato che nelle crisi finanziarie ed economiche concorrono le condotte delle banche anche:<\/p>\n<ol>\n<li>\n<div align=\"center\">quando esse enfatizzano l\u2019attivit\u00e0 finanziaria a discapito di quella creditizia, con lo stabile e cospicuo investimento in titoli di Stato (facilitato dalle anticipazioni della BCE a basso costo, con la conseguente possibilit\u00e0 di lucro sul differenziale di interessi);<\/div>\n<\/li>\n<li>\n<div align=\"center\">quando le banche cercano di compensare la perdita di redditivit\u00e0 sulle operazioni di credito con attivit\u00e0 di finanza speculativa ad alto rischio, tra cui vi sono gli strumenti derivati.<\/div>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>In merito al <strong>1\u00b0 punto<\/strong> <strong>sull\u2019enfatizzazione<\/strong> <strong>dell\u2019attivit\u00e0<\/strong> <strong>finanziaria<\/strong>, l\u2019esposizione del Gruppo Unicredit per titoli di debito emessi da Entit\u00e0 statali ammonta a 93.766 milioni di euro ai valori del bilancio 2012, di cui 40.797 milioni di euro relativi all\u2019Italia (cfr. tabella delle esposizioni dei titoli sovrani a pagina 353 del volume di bilancio consolidato consegnato ai soci nell\u2019assemblea odierna).<br \/>\nMentre si comprende bene il sostegno arrecato dal Gruppo Unicredit alle emissioni di Germania (20.604 milioni di euro), nonch\u00e9 a quelle di Austria (4.636 milioni di euro) e Polonia (8.667 milioni di euro) per ragioni di significativa presenza nei rispettivi territori e mercati, si comprende meno il sostegno prestato a Repubblica Ceca (2.591 milioni di euro), Turchia (3.504 milioni di euro) ed Ungheria (1.397 milioni di euro) e si comprende ancor meno il sostegno assicurato alla Spagna (1.416 milioni di euro): qualche miliardo in meno di titoli di Stato e qualche miliardo in pi\u00f9 in operazioni di credito avrebbe sicuramente giovato ad imprese e famiglie italiane, che nell\u2019assemblea odierna l\u2019amministratore delegato Federico Ghizzoni ha richiamato nella sua esposizione odierna e nella relazione al bilancio.<br \/>\nNell\u2019interbancario Unicredit \u00e8 prenditore netto di fondi (lo sbilancio tra crediti e debiti verso banche ammonta a 42.930 milioni di euro al 31 dicembre 2012) e finanzia \u00a0anche l\u2019acquisto di titoli di Stato: i debiti verso Banche Centrali, nascenti verosimilmente da questa causale, ammontano a 36.349 milioni di euro.<br \/>\nPer connessione di materia la gestione complessiva del Gruppo Unicredit nel 2012 ha assorbito liquidit\u00e0 per 2.225 milioni di euro, a differenza del precedente esercizio 2011 in cui era stata creata liquidit\u00e0 per 3.292 milioni di euro (cfr. tabella rendiconto finanziario consolidato con metodo indiretto a pagina 94 del bilancio consolidato di Gruppo).<\/p>\n<p>In merito al <strong>2\u00b0 punto<\/strong> sopra citato, riguardante la compensazione della perdita di redditivit\u00e0 delle banche sulle operazioni di credito con la <strong>finanza speculativa ad alto rischio<\/strong>, va posta attenzione sulla croce (senza) delizia degli strumenti derivati.<br \/>\nGli specifici <strong>derivati di copertura<\/strong> dal lato dell\u2019attivo ammontano a 17.691 milioni di euro al 31 dicembre 2012, mentre erano 13.651 milioni di euro nel precedente esercizio 2011, per valori nozionali di 190.157 milioni di euro nell\u2019esercizio 2012 rispetto a 107.669 milioni di euro nel 2011 (cfr. informazioni sullo stato patrimoniale <strong>parte <\/strong><strong>B ATTIVO<\/strong> sezione 8 voce 80 tabella 8.1 \u201cderivati di copertura: composizione per tipologia e livelli\u201d alla pagina 184 del bilancio consolidato).<br \/>\nDal lato del passivo gli stessi derivati di copertura ammontano a 14.540 milioni di euro al 31 dicembre 2012, mentre erano 11.907 milioni di euro nel passato esercizio 2011, con valori nozionali di 140.181 milioni di euro nel 2012 rispetto a 101.806 milioni di euro nel 2011 (cfr. informazioni sullo stato patrimoniale <strong>parte <\/strong><strong>B PASSIVO<\/strong> sezione 6 derivati di copertura voce 60 tabella 6.1 \u201cderivati di copertura per tipologia e livelli\u201d alla pagina 230 del bilancio consolidato).<br \/>\nIl risultato netto dell\u2019attivit\u00e0 dei derivati di copertura \u00e8 stato negativo per 133,7 milioni di euro nel 2012 rispetto a quello positivo di 105,8 milioni di euro nel 2011 (cfr. voce 90 conto economico alla pagina 90 del bilancio consolidato).<br \/>\nInvece gli altri <strong>derivati finanziari <\/strong>ammontano, dal versante dell\u2019attivo, a complessivi 81.814 milioni di euro al 31 dicembre 2012, mentre erano 90.443 milioni di euro nel 2011 (cfr. informazioni sullo stato patrimoniale consolidato parte B sezione 2 voce 20 tabella 2.2 \u201cattivit\u00e0 finanziarie detenute per la negoziazione: composizione per debitori\/emittenti\u201d alla pagina 172 del bilancio consolidato), a fronte di valori nozionali di 1.747 miliardi di euro, di cui 27,6 miliardi di euro con clientela (cfr. informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura parte E sezione 1 punto n.2 \u201cstrumenti finanziari derivati di negoziazione con la clientela\u201d alla pagina 376 del bilancio consolidato).<br \/>\nDal lato del passivo i derivati di questa tipologia finanziaria ammontano a 83.016 milioni al 31 dicembre 2012, mentre erano 92.029 milioni di euro nel 2011, per valori nozionali di 1.497 miliardi di euro nel 2012, di cui 23,2 miliardi di euro con clientela, rispetto a 628,3 miliardi di euro (cfr. parte B sezione 4 voce 40 alla pagina 227 del bilancio consolidato e cfr. pure la successiva pagina 376).<br \/>\nIl risultato economico dei citati derivati finanziari espone un profitto netto di \u20ac 805 milioni di euro al 31 dicembre 2012 (cfr. informazioni sul conto economico consolidato parte C sezione 4 voce 80 alla pagina 254 del bilancio consolidato).<br \/>\nPer quanto concerne il complesso dei <strong>valori nozionali<\/strong>, di cui ai contratti in essere degli strumenti derivati, esso ammonta a <strong>3.292 miliardi di euro<\/strong> tra attivit\u00e0 e passivit\u00e0 finanziarie ed evidenzia che il 36% circa dei contratti ha vita residua da oltre un anno e fino a cinque anni, mentre il 26% circa degli stessi contratti ha durata residua superiore a cinque anni (cfr. parte E tabella A.9 \u201cvita residua dei derivati finanziari OTC: valori nozionali\u201d alla pagina 412 del bilancio consolidato).<br \/>\nCi si chiede: dai contratti dei derivati finanziari sottoscritti ed indicati in bilancio quali conseguenze positive e negative in termini economici, finanziari e di liquidit\u00e0 possono derivare al Gruppo negli anni a venire? E questo non \u00e8 un quesito che ispira tranquillit\u00e0, anche alla luce dell\u2019atteggiamento sempre pi\u00f9 severo dell\u2019Autorit\u00e0 Giudiziaria nelle controversie intraprese da prenditori di prodotti della specie, quando il comportamento della banca venditrice sia apparso non del tutto limpido.<br \/>\nQualche perplessit\u00e0 suscitano poi le operazioni di <strong>derivati finanziari<\/strong> quando intercorrono <strong>tra banche dello stesso Gruppo Unicredit<\/strong>, quali che siano le garanzie prestate e ricevute (cfr. operazioni infragruppo citate nel bilancio individuale in merito al margine di intermediazione alla pagina 25 ed a proposito delle informazioni sulle transazioni con parti correlate nella parte H alla pagina 259).<br \/>\nSi domanda ai vertici di Unicredit: quale opportunit\u00e0, necessit\u00e0 e convenienza pu\u00f2 riscontrarsi in operazioni di strumenti derivati finanziari, specie quando effettuate nell\u2019ambito di societ\u00e0 controllate del Gruppo Unicredit?<br \/>\nVa evidenziato che queste operazioni strutturate sono troppo complesse per chi non \u00e8 addetto ai lavori, ma pu\u00f2 comunque ritenersi che attraverso contratti della specie sia possibile trasferire costi e ricavi, attivit\u00e0 e passivit\u00e0 tra due entit\u00e0 del Gruppo Unicredit secondo la situazione contingente, civilistica o fiscale di una di esse o di entrambe, modificandone i profili patrimoniale, finanziario, economico.<\/p>\n<p>Passando in ultimo a trattare il conto<strong> Partecipazioni<\/strong>, tra i titoli di capitale valutati al costo risulta iscritta la partecipazione in Banca d\u2019Italia per 284,5 milioni di euro (cfr. voce 40 sezione 4 e le note sotto la tabella 4.1 \u201cattivit\u00e0 finanziarie disponibili per la vendita: composizione merceologica\u201d a pagina 97 del bilancio individuale).<br \/>\nNulla ci sarebbe da osservare se non che nel precedente bilancio consolidato 2011 del Gruppo detto assett figurava esposto tra le Partecipazioni rilevanti di cui all\u2019articolo 125\u00a0 Regolamento Consob n. 11971 del 14.05.1999, con una percentuale di possesso indicata nel 22,11% tramite Unicredit spa e con una uguale percentuale di diritto al voto.<br \/>\nA parte ci\u00f2, salvo svista, nel bilancio consolidato 2012 del Gruppo Unicredit tale assett non risulta pi\u00f9 appostato o comunque, se incluso nella corrispondente voce, non evidenziato e, fatti salvi mutamenti di normativa di cui non si \u00e8 a conoscenza o ragioni di opportunit\u00e0, non si comprendono i motivi del cambio intervenuto nel conto di appostazione (da Partecipazioni a Titoli disponibili per la vendita) ed i motivi della mancata enunciazione nel bilancio consolidato di tali titoli, di cui peraltro non sono note intenzioni di vendita.<br \/>\nLe imprecisioni per\u00f2 non terminano qu\u00ec.<br \/>\nIl riferimento 2011 al diritto di voto pari al 22,11% appare al tempo stesso esatto (non ci sono quote sterilizzate ai fini del voto) ed errato, giacch\u00e9 l\u2019articolo 9 dello statuto della Banca d\u2019Italia limita oggettivamente il diritto al voto dei Partecipanti, in ragione inversa all\u2019entit\u00e0 della partecipazione, prevedendo che ciascun partecipante non ha diritto in alcun caso a pi\u00f9 di 50 voti e pertanto Unicredit ha diritto soltanto a 50 voti, pur avendo 66.342 quote, al pari della concorrente Banca Intesa San Paolo che ne possiede 91.035.<br \/>\nInoltre, facendo salvi mutamenti normativi intervenuti e non noti (o ragioni di opportunit\u00e0), non sembra giustificata la contabilizzazione al costo della partecipazione in Banca d\u2019Italia sia perch\u00e9 il dato rifletterebbe transazioni nella gran parte assai remote, sia perch\u00e9 vi \u00e8 grande distanza tra il costo della partecipazione ed un accettabile <em>fair value<\/em> al patrimonio netto.<\/p>\n<p>Grazie per avermi ascoltato.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>3\u00b0 intervento del gruppo ex Banca 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