Intervento al 1° punto odg sul “Bilancio 2012 BPSo” di Elman Rosania presente in veste osservativa (per conto di soci ex Banca Mediterranea del sud Italia costretti a confluire nel 2007 in Unicredit) all’assemblea della Banca Popolare di Sondrio tenuta sabato 27 aprile 2013 a Bormio

 

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ASSEMBLEA DEI SOCI DELLA BANCA POPOLARE DI SONDRIO
BORMIO, sabato 27 Aprile 2013

Intervento di Elman Rosania presente in veste osservativa all’assemblea BPSo
(per conto di soci ex Banca Mediterranea del sud Italia costretti a confluire nel 2007 in Unicredit)
da riportare integralmente nel verbale assembleare al 1° punto dell’ordine del giorno
«Presentazione bilancio al 31.12.2012, proposta di riparto utile e delibere»

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 «« L’imponente effige di don Nicolò Rusca, l’arciprete e martire sondriese vissuto tra il XVI e XVII secolo e di recente elevato a beato della Chiesa cattolica di Roma, sovrastante l’ingresso della sede legale della Banca Popolare di Sondrio nella piazza Garibaldi del capoluogo valtellinese, si pone quale importante segno del forte legame tra l’Istituto di credito del nord Italia ed il suo territorio di origine.
E’ questa la percezione colta ieri a Sondrio da chi vi stà parlando, che proviene dal sud Italia, avendo percorso oltre 1000 chilometri ed attraversato sette regioni (in verità con non poca fatica e non pochi oneri) e che da alcuni anni dopo la grave crisi finanziaria esplosa nel 2008 (con recidiva nel 2011) aspirava a partecipare, almeno per una volta, all’ autorevole assise di una delle più importanti banche popolari del Paese, quale è ormai da tempo la Banca Popolare di Sondrio, di cui è socio con poche azioni dal 2009.
Il personale desiderio di osservare ed apprezzare di persona i lavori dell’assemblea di bilancio in un consesso di banca popolare, che qui a Bormio ha presenze interessanti e superiori a quelle che si registrano nelle principali società bancarie di capitale del Paese (che hanno indici di partecipazione ben al di sotto dell’1% dei soci effettivi), è stato oggi appagato e di questo si è grati a Lei, signor presidente Piero Melazzini, ai componenti degli organi, ai soci, ai dirigenti e dipendenti della Banca ed ai partecipanti tutti.
Il clima costruttivo dei lavori assembleari odierni (tra cui colpisce il ricordo commemorativo reso in sala dal Presidente Melazzini a chi ha avuto l’onore di operare con la Banca Popolare di Sondrio ed è venuto a mancare nell’ultimo anno) ha favorito questo intervento, che viene rispettosamente svolto verso tutto il consesso societario nella consapevolezza peraltro di non avere adeguata conoscenza della vita dell’importante banca popolare del nord Italia, nonché di avere cognizioni approssimative del bilancio 2012 in trattazione.

E’ noto che anche durante l’esercizio 2012 il mondo finanziario e bancario è stato attraversato da grandi e clamorosi scandali.
Lo scandalo della manipolazione dei tassi falsi Libor venuta alla luce nell’estate 2012 ha riguardato circa 800 mila miliardi di dollari (8 volte circa il Pil mondiale) e ha coinvolto la banca Barclay (sanzionata con 450 milioni di dollari dalle autorità britanniche e statunitensi, il cui amministratore delegato Bob Diamond è stato dimesso nel luglio 2012 rinunciando a bonus di circa 25 milioni di euro), nonché ha coinvolto le banche Citigroup, Deutsche Bank, HSBC Holdings, J.P. Morgan, Royal Bank of Scotland e UBS (fonte il giornale italiano “La Repubblica” del 10.07.2012).  
Altro imponente scandalo ha riguardato la manipolazione dei tassi medi Euribor calcolati sui prestiti interbancari di 44 banche europee unitesi in cartello (fonte il giornale italiano “Il Fatto Quotidiano” del 02.07.2012).
Vi è stato poi lo scandalo del finanziamento alla criminalità organizzata da parte di Massimo Ponzellini, ex Presidente della Banca Popolare di Milano, posto agli arresti domiciliari nel maggio 2012; come pure tra gli accadimenti d’oltreoceano colpisce, tra l’altro, lo scandalo del riciclaggio di denaro sporco di Deutsche Bank oggetto d’indagine avviata nel 2012 dalle Autorità statunitensi.
Per giungere ai recenti scandali di diversi miliardi di euro della terza banca italiana Monte dei Paschi di Siena, di cui la magistratura senese si è preso cura dopo la puntata televisiva “Il Monte dei Fiaschi” curata dal giornalista Paolo Mondani ed andata in onda il 06.05.2012 sul canale italiano Rai 3 nel noto programma Report, cui hanno rilasciato interviste anche il Presidente del Consiglio in carica Mario Monti (cfr. il servizio televisivo “Contanti saluti al nero” trasmesso il 14.04.2012 su Rai 3) ed il Presidente del Mps Alessandro Profumo, che ricopre anche la carica di membro del CdA dell’Eni (cfr. servizio “Gli Onorabili” trasmesso il 21.04.2013 su Rai 3). 
Negli scandali della banca toscana sono principalmente indagati Giuseppe Mussari, Presidente del Mps dal 2006 ad aprile 2012 e Presidente dell’Abi (l’Associazione rappresentativa di tutte le banche italiane) per diversi anni e fino a gennaio 2013, Antonio Vigni ex Amministratore Delegato Mps, Gianluca Baldassarri ex dirigente Mps in carcere.
Gli scandali del Mps hanno messo in crisi anche il ruolo istituzionale della Banca d’Italia, all’origine degli accadimenti della banca toscana guidata dall’attuale Presidente della Bce Mario Draghi, e hanno aperto l’importante quanto delicato dibattito sull’efficacia dei controlli – o non controlli – svolti dallo storico Organo di Vigilanza, informato da tempo di fatti connessi alla stessa vicenda Mps.
Nel dibattito sono intervenuti anche il poc’anzi citato Presidente della Bce Mario Draghi, il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ed il direttore generale Fabrizio Saccomanni, i quali hanno rappresentato elementi di giustificazione dell’operato di Bankitalia fondati soprattutto sulla carenza da parte della Vigilanza di poteri di polizia e di rimozione degli amministratori inadeguati e deviati delle banche italiane e hanno formulato proposte e preannunciato sanzioni nei confronti dei responsabili del colossale “crac” bancario toscano (fonte il giornale italiano “La Repubblica” del 10.02.2013).  
Senza tralasciare che negli scandali del Monte dei Paschi di Siena, per l’acquisizione nel 2007 della Banca Antonveneta e per la gestione fino al 2009-2011 dei derivati e prodotti finanziari Santorini ed Alexandria, gli intrecci e le complicità non riguarderebbero soltanto ambiti nazionali, ma si estenderebbero pure a qualificati ambiti internazionali.
In merito a tale non edificante scenario del settore bancario e finanziario quale è la posizione e comunque cosa pensano i vertici dell’importante Banca Popolare di Sondrio?

E si passa ad altro argomento.

Nel novembre 2012 il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, accompagnato dal Direttorio dell’Organo di Vigilanza, ha discusso sulla caduta di redditività delle attività creditizie con Giuseppe Mussari (all’epoca ancora Presidente dell’Abi Associazione di tutte le banche italiane) e con gli amministratori e consiglieri delegati delle principali banche italiane: nella circostanza specifica si è discusso dei crediti deteriorati, che a giugno 2012 raggiungevano l’indice medio di deterioramento del 12,3% dei crediti alla clientela, nonché di ulteriori taglio-costi da parte degli istituti di credito italiani sollecitati dal Governatore (fonte il giornale italiano “La Repubblica” del 10.02.2013). In merito a tale deterioramento creditizio nelle banche italiane quale è la posizione e comunque cosa pensano i vertici della Banca Popolare di Sondrio? Ad oggi appare ai vertici della Popolare sondriese pienamente attuata l’affermazione “bisogna rifondare il sistema bancario” pronunciata nel marzo 2009 dall’allora Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi?  Non andrebbe rivisto il processo di concentrazioni e privatizzazioni “selvagge” avviato negli anni novanta, come sostenuto da taluni esperti, e non sarebbe meglio favorire nuovi processi di deconcentrazione dei grandi gruppi bancari del Paese, guardando anche alla valorizzazione di sistemi tipici della banca popolare a valenza locale ed interregionale?  

Ed ancora un altro argomento.

Le prime dieci banche italiane hanno puntato sulla roulette dei derivati l’impensabile somma di 218 miliardi di euro, una cifra pari al Pil di tutta la Grecia, che per le prime due banche italiane costituisce rispettivamente il 12,4% ed il 9% dell’attivo, nonché il 183,1% ed il 122,9 dei mezzi propri (fonte il giornale italiano “La Repubblica” del 25.01.2013).
In merito a questa mina dei derivati (che peraltro per le banche tedesche riguarderebbe la maggiore cifra di circa 800 miliardi di euro) quale è la posizione e comunque cosa pensano i vertici della Banca Popolare di Sondrio?

Altro argomento.

Alla fine dello scorso anno 2012 è stato pubblicato il libro edito da Feltrinetti “Confiteor”, l’intervista a Cesare Geronzi (ex Presidente di Banca di Roma, Capitalia, Mediobanca, Generali ed attuale Presidente della Fondazione Generali) da parte di Massimo Mucchetti (ex vice direttore del quotidiano nazionale italiano “Corriere della Sera” ed attuale parlamentare del partito democratico) con il sottotitolo: potere, banche ed affari, la storia mai raccontata.
In questo libro, presentato in anteprima nella trasmissione “L’infedele” andata in onda il 03.11.2012 sulla rete televisiva italiana “La 7” condotta dal giornalista Gad Lerner e partecipata dai due protagonisti del volume, viene tra l’altro riconosciuta ed affermata l’esistenza del conflitto d’interessi tra molti azionisti nelle banche e nelle istituzioni finanziario-assicurative italiane che (come testualmente è scritto a pag. 224) «non sono un affare per i poverelli di Assisi»; conflitto d’interessi degli azionisti determinato anche dal consolidato sistema delle partecipazioni incrociate esistenti nelle stesse banche ed istituzioni finanziario-assicurative.
Domanda: cosa pensano i vertici della Banca Popolare di Sondrio riguardo alla tesi assunta dal Presidente Geronzi e riportata in diversi capitoli del citato libro sulla maggiore difficoltà di fare banca e credito al sud Italia rispetto ai territori del nord del Paese?

Si va verso la conclusione di questo intervento.

Nel 2010 sono intervenute le modifiche sul decreto legislativo n.58/1998  (cd. T.U. sulla Finanza) e relativo Regolamento Consob, che hanno consentito il voto per corrispondenza ed il collegamento a distanza dei soci durante le assemblee societarie: gli organi della Banca Popolare di Sondrio intendono prendere in considerazione tali modifiche (adottate peraltro da qualche anno dal 4° gruppo bancario italiano Banco Popolare) al fine di consolidare la partecipazione degli azionisti ai momenti cruciali dell’Istituto sondriese?

Per quanto concerne poi il dibattito sulla riduzione dei compensi e bonus agli amministratori delle banche, quale è la posizione e comunque cosa pensano i vertici della Banca di Sondrio? L’iniziativa popolare varata in Svizzera a seguito dei compensi riconosciuti all’amministratore delegato di Ubs Sergio Ermotti, sostenuta dal senatore elvetico Thomas Minder (cfr. servizio televisivo “Un eroe borghese” nel programma Report trasmesso il 21.4.2013 su Rai 3), può essere presa in considerazione ed adottata anche in Italia?

Due ultime brevi domande:
-       La Banca Popolare di Sondrio detiene titoli dello Stato Italiano e, se ne detiene, quanti sono?
-       Vi sono, vi sono state da parte della Banca Popolare di Sondrio iniziative di informativa sui temi finanziari ai giovani, anche a livello di scuola pubblica ed universitaria?

Grazie per l’ascolto e per l’assistenza finora fornita dall’ufficio soci della Banca, nonché apprezzamenti per il lavoro finora svolto dai dipendenti operanti in agenzie BPS, Casorella, Vercelli, Antonioli, Presti, Morelli e Rota

Buon proseguimento dei lavori a Lei, signor Presidente Melazzini ed a tutti i presenti »».

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